FAQ

Che cos'è e di cosa si occupa la Psicologia?

La psicologia è la scienza che studia l’essere umano cercando di comprendere ed interpretare i processi mentali nelle loro componenti consce ed inconsce, affettive e relazionali. Tale studio riguarda quindi i processi cognitivi e intrapsichici dell'individuo, il comportamento umano individuale e di gruppo, ed i rapporti tra il soggetto e l'ambiente. Lo scopo della psicologia è quello di promuovere una migliore qualità di vita. A seconda dell’ambito di cui si occupa e della diversità di approccio, si sono sviluppate delle sotto-discipline psicologiche, quali la psicologia scolastica, del lavoro, clinica, dello sport, ecc. La psicologia si differenzia dalla psichiatria, che è una disciplina medica, focalizzata sull'intervento di tipo farmacologico in merito ai disturbi psicopatologici, in comune però con la psicologia clinica ed i relativi interventi psicoterapeutici. Le competenze e gli strumenti offerti dalla psicologia trovano applicazione in tutti i contesti della vita quotidiana nei quali ci si occupa del benessere psicologico dell'individuo, del gruppo, della comunità quali:

• Fasi del ciclo di vita (infanzia, adolescenza, genitorialità, terza età);
• Prevenzione e benessere (salute, stili di vita, dipendenze, etc.);
• Sviluppo ed educazione (scuola, apprendimento, processi di formazione, etc.);
• Lavoro ed organizzazione (selezione, valutazione, analisi organizzativa, interventi sui gruppi, etc.).

Che differenza c’è tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra?

PSICOLOGO: è un laureato in psicologia (laurea vecchio ordinamento o magistrale 3+2) che, dopo aver effettuato un anno di tirocinio post laurea, dopo aver sostenuto l’Esame di Stato e essersi iscritto all’Albo professionale di una regione o provincia italiana, viene abilitato alla professione di Psicologo. L'iscrizione all’Albo (sezione A) è la condizione necessaria per poter lavorare ed esercitare l'attività; senza di essa non si è psicologi ma soltanto dottori in psicologia. Qualunque psicologo che lavori nell’ambito sanitario è dunque laureato in psicologia e iscritto all’Ordine degli Psicologi della propria regione. Sul sito di ogni Ordine regionale, si può consultare l’elenco degli psicologi abilitati, e verificare che il professionista al quale ci si sta rivolgendo sia regolarmente iscritto. È un professionista che opera per favorire il benessere delle persone e dei gruppi (sociali, comunità e lavorativi). Si occupa, oltre che di psicopatologia, di tutte quelle situazioni che possono essere fonte di sofferenza e di disagio attraverso l’utilizzo degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno. L’attività dello psicologo ha l’obiettivo di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni in particolari momenti critici o di difficoltà.

PSICOTERAPEUTA: In Italia l'attività dello psicoterapeuta è regolamentata ex art. 3 della Legge n° 56 del 18 febbraio 1989 (Ordinamento della professione di psicologo), che obbliga il professionista a conseguire una specializzazione post universitaria in psicoterapia, presso una scuola di specializzazione pubblica (universitaria) o privata riconosciuta dal Ministero dell'Università (MIUR.) A tali scuole possono accedere solo i laureati in psicologia o medicina iscritti ai rispettivi Albi professionali. È un professionista, medico o psicologo, autorizzato all’esercizio della psicoterapia dall’Ordine professionale di appartenenza. L'attività dello psicoterapeuta è una pratica terapeutica che si occupa della cura di disturbi psicopatologici della psiche umana di natura ed entità diversa, che vanno da forme di modesto disagio personale alla sintomatologia grave, ed agisce attraverso l’utilizzo di due strumenti, il colloquio clinico e la relazione terapeutica. La psicoterapia va quindi più in profondità rispetto alla consulenza psicologica. Lo psicologo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci.

PSICHIATRA: è un medico, che ha conseguito una specializzazione post lauream in Psichiatria ed è iscritto all’Ordine dei Medici. È orientato a trattare i disturbi mentali da un punto di vista medico, considerando il funzionamento o non funzionamento del sistema nervoso in senso organico e attraverso la prescrizione di psicofarmaci. Per la cura di specifici disturbi può essere indicato che lo Psicologo Psicoterapeuta collabori con lo Psichiatra nella presa in carico del paziente e che quindi alla psicoterapia si associ una terapia farmacologica. Solo qualora abbia effettuato un percorso formativo in psicoterapia lo Psichiatra è abilitato al suo esercizio, per cui, tra gli Psicoterapeuti, si possono trovare anche Psichiatri Psicoterapeuti.

Di che cosa si occupa lo psicologo?

Lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e della comunità. Si occupa di psicopatologia, ma non solo. Altre importanti aree di intervento riguardano una molteplicità di situazioni, personali e relazionali, che possono essere fonte di sofferenza e di disagio. L’attività dello psicologo ha l’obiettivo di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni (es. scuola, azienda, ecc.) in particolari momenti critici o di difficoltà. Tra i molteplici ambiti di applicazione della psicologia si possono indicare gli ospedali, i consultori, le scuole, il tribunale, i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, le comunità terapeutiche, le residenze per anziani. Nuovi settori sono quelli della psicologia penitenziaria, transculturale, della neuropsicologia, dell’emergenza, del traffico, dello sport e del benessere in senso lato.

Quando c’è bisogno dello psicologo?

Ci si può rivolgere allo psicologo quando si sente un disagio, quando si percepiscono delle difficoltà nell’affrontare una situazione o quando non si riesce a risolvere un problema. Le aree di intervento dello psicologo sono varie: ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, disturbi comportamentali, fobie, ossessioni, lutti irrisolti, difficoltà nella gestione dei rapporti interpersonali, problemi di autostima e dipendenze. Vi sono altresì problematiche relative all’età, come quelle scolastiche, le difficoltà di apprendimento e comportamentali.

Quanto dura il percorso terapeutico?

La durata del percorso terapeutico dipende dal problema che si deve affrontare e lo si concorda con il paziente; varia anche a seconda della formazione del terapeuta: il nostro approccio è breve, focalizzato sul problema e la durata è limitata nel tempo.

Quanto costa? È detraibile?

Il costo di ogni seduta verrà pattuito all’inizio del percorso e dipende dal tipo di intervento richiesto se sostegno psicologico, valutazione testistica, o valutazione e/o trattamento dei disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione. Il pagamento può avvenire di volta in volta oppure alla fine del mese, in base a quanto concordato in precedenza. Al costo della seduta va aggiunta una marca da bollo di € 2 (per fatture superiori ai 77,46 €) e il 2% di Enpap. Il primo colloquio, conoscitivo, è gratuito. Tutte le spese sostenute per una terapia psicologica sono detraibili come qualsiasi altro tipo di spesa medica.

In caso di minorenni come ci si deve comportare?

In caso di trattamenti con i minori verrà chiesto ad entrambi i genitori di dare il consenso per intraprendere il percorso psicologico con il figlio, firmando un apposito modulo. Qualora uno dei due genitori non sia d’accordo, il percorso non potrà essere effettuato. Nel caso in cui il minore sia un adolescente è possibile decidere se il primo incontro verrà svolto alla presenza del solo ragazzo oppure se insieme ai genitori, che comunque verranno coinvolti per il consenso e aggiornamenti sul percorso clinico psicologico. Nel caso vi sia la necessità di coinvolgere altre figure professionali (ex. Insegnanti, pediatri, medici, ecc) o altri adulti che si occupano del minore oltre i genitori, questo avverrà previa comunicazione ai genitori e firma degli stessi di un modulo di autorizzione.

Come posso prendere appuntamento?

Potete contattarci direttamente telefonando ai numeri riportati nella sezione contatti, oppure inviando una mail. In alternativa potete decidere di compilare il form e verrete ricontattati. La presa di contatto può essere anche solo informativa e non implica alcun obbligo di adesione alla terapia/trattamento. Il primo colloquio, conoscitivo, è gratuito.

Qual è la frequenza?

È un altro aspetto che viene concordato con il paziente; solitamente all’inizio sono incontri a cadenza settimanale e della durata di 45 minuti per il sostegno psicologico, di 1h per le valutazioni testistiche. Successivamente si può passare ad incontri quindicinali o mensili, o incrementarli a due a settimana.

C’è il segreto professionale?

Lo psicologo è tenuto al segreto professionale. Quanto detto in seduta rimarrà una confidenza tra paziente e terapeuta; l’unica eccezione è la terapia con i minori, dove lo psicologo è tenuto ad informare i genitori dei progressi/regressi del bambino. Nel caso vi sia la necessità di coinvolgere altre figure professionali (ex. medici, insegnanti,ecc) questo avverrà previo consenso del paziente o dei genitori in caso di minore. Il segreto potrà essere rotto solo in caso di minaccia per l’incolumità fisica della persona in trattamento.

Il percorso terapeutico prevede l’utilizzo di farmaci?

No. Non è prevista la somministrazione di farmaci sia perché la terapia non ne prevede l’utilizzo sia perché né lo psicoterapeuta né lo psicologo sono medici e quindi non ne sono autorizzati alla prescrizione.

Cosa sono i test? A cosa servono?

Sono degli strumenti che vengono utilizzai per ottenere una misurazione obiettiva e standarizzata che consente di analizzare le differenze fra le reazioni psichiche dello stesso individuo in diversi momenti e condizioni o per individuare eventuali difficoltà, ad esempio in ambito scolastico. Permettono altresì al professionista di avere un aiuto per poter meglio inquadrare, in modo oggettivo, la persona. A seconda di ciò che si vuol indagare esistono diverse tipologie di test.

Che cosa si intende per screening?

“Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire un disturbo sulla base della presenza di un segno critico selezionato in precedenza (test predittivo). Il test predittivo misura un fattore di rischio per il disturbo ed è basato sull’assunzione che il risultato del test indica una condizione di rischio che causa una condizione di disturbo. Lo screening non ha le pretese di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma di individuare, con buon livello di attendibilità, i soggetti a rischio di un determinato disturbo.” (A. Paoletti, G. Stella, Indici qualitativi di rischio negli screening sui disturbi specifici di apprendimento. Dislessia, vol. I, gennaio 2008).

Che differenza c’è tra difficoltà e disturbo dell’apprendimento?

Per difficoltà d’apprendimento si intende qualcosa di non innato, modificabile con interventi didattici mirati e automatizzabile anche in tempi maggiori rispetto alla norma; per disturbo dell’apprendimento si intende invece qualcosa di innato, più resistente all’intervento e all’automatizzazione.